sbubbikers in downhill – un futuro gravity per qualcuno?

Questo articolo era stato inzialmente scritto al termine della stagione scorsa.. ma temendo che l’avreste dimenticato ho preferito aspettare il momento “buono” e tirarlo fuori per stuzzicare le voglie di qualche  biker con velleità discesistiche..

“il 10 luglio scorso era stata finalmente la mia apertura alla stagione downhill 2010 anche se già so le occasioni come queste si conteranno sulle dita di una mano.. è gia ora dell’apertura della stagione 2011.. volete farmi fare da solo anche questa??”

Reportage di una giornata sulle piste con me, sdrino, fori e nico rispettivamente su Specialized Demo 8, Specialized Palmer, Specialized Big Hit e Specialized Enduro

Vorrei ringraziare il Mastro per lo splendido reportage fotografico e per la pazienza avuta nell’aspettarci sugli spot con la sua Canon EOS D50 attrezzata con un zoom  di tutto rispetto.. occupando la sua giornata con totale dedizione alla missione del giorno! photo session!

Inizio con un pò di foto spettacolari per catturare la vostra attenzione!!

      

Questo articolo vorrebbe essere si un reportage, ma anche la descrizione generale di una disciplina che sta vedendo un incremento di partecipanti degno di un rush da titolo borsistico.. e tutto questo ha un suo perchè..

Normalmente la gente vede il downhill o il Freeride (di seguito abbreviati DH o FR) come una disciplina al di fuori della propria portata, qualcosa di estremamente pericoloso o inavvicinabile.

Vorrei sfatare un pò l’immagine negativa di questa disciplina che, come dimostra Fori nelle foto che seguiranno, può essere approcciata con mezzi anche meno impegnativi, possibilmente con le adeguate protezioni.

Chi crede che andare in discesa sia meno faticoso che fare mtb sbaglia di grosso. Lo sforzo fisico è enorme, posso garantire che una giornata di dh stanca come una GF da almeno 3000 metri di dislivello e il Fori in questa sua esperienza penso non potrà che darmi ragione.. vedremo i suoi commenti..

In compenso il guadagno in emozione è proporzionale alla fatica spesa.. se per una gara di mtb la soddisfazione per l’impresa fatta può essere appagante, una giornata così si trascina dietro una emozione indescrivibile, una carica di adrenalina che senti anche al mattino dopo, quando svegliandoti pensi: “che grande giornata”.

L’emozione che vivi dopo ogni curva o ogni ogni salto ben “chiuso”, ad ogni intraversata per infilarti in quella traccia più velocemente della discesa precedente è sempre la stessa e farci l’abitudine è difficile, perchè il limite è sempre un pò più in la.

Le gambe sopportano il carico di lavoro che gli ammortizzatori da soli non possono ovviamente gestire, si sta quasi sempre in piedi, si salta e si atterra lavorando di gambe e braccia, ci si appoggia alla sella solo per impostare le traettorie e le curve nelle paraboliche e non c’è momento in cui con la testa e lo sguardo si possa stare rilassati.

Una discesa dura sempre troppo poco.

Uno scarso livello di concentrazione o la stanchezza possono essere motivo di caduta. Le mie peggiori sono sempre arrivate con la stanchezza che già avevo avvertito e per aver fatto “l’ultima discesa” dopo l’ultima già annunciata.

Importantissimo è il bilanciamento del peso, sono cose che si imparano anche con la MTB, si va per gradi in fondo per evitare di trovarsi in situazioni come questa sotto ripresa, dove solo grazie ad una grande esperienza di guida si può uscire senza lesioni… e per fortuna sua Fori ne ha!

superfori esce vivo da questa situazione grazie alla sua esperienza

 

drop presidenziale

Come dimostra il video qui sotto, anche sbagliare un atterraggio può portare a risultati diversi.

in questo caso saltando giu da un drop fatto e rifatto, ho buttato un pò il peso in esterno finendo diritto contro l’albero, che non si sposta di certo!  (P.S. dopo la pacca Fori ha comprato le ginocchiere!!!)

video

fine video

qui sopra un po di schianti riassunti

sequenza di atterraggio animato

La discesa è il risultato di una simbiosi più che mai perfetta tra mezzo meccanico e fisico.

il lavoro di gambe e braccia, e il carico sopportato dalla bici possono essere facilmente dedotti dalle immagini che seguono..le bici sono dei veri carri armato, quasi indistruttibili e solo al rallentatore o nei fermo immagine si può notare lo stress che i componenti sopportano in ogni punto del tracciato.

 

basta un salto corto per mandare le foche da 200mm chiudersi a pacco..con grave rischio anche per la forcella stessa oltre che per le p*##e!..

 

LA PISTA

Le piste sono divise normalmente in due categorie, freeride e downhill, anche se molte volte tratti di una si trovano nell’altra tali da renderle godibili ad entrambi i praticanti.

Quelle da freeride sono più scorrevoli, hanno salti e drops divertenti, mentre nel DH il fattore manualità di guida conta moltissimo. Alcuni passaggi sono molto tecnici tra alberi, salti e drops su rocce vive con fondo molto sconnesso fatto di radici, lastroni di pietra.

I salti, o drops che siano, hanno quasi sempre una alternativa, ovvero possono essere aggirati ed evitati, anche se le prime volte cui si trova in situazioni in cui è praticamente obbligatorio lasciarsi andare per mancanza di spazio di frenata, eccessiva ripidità del terreno o fattore psicologico dovuto a gente che ti pressa dietro.

In certi casi non è quasi possibile frenare, ma solo riuscire a rallentare gestendo la direzione in posizioni di inclinazione da cappottamento e al contrario di quanto uno pensi si può facilmente uscire da una situazione critica semplicemente “lasciandosi andare” e saltando l’ostacolo.

La componente tecnica fa la sua differenza, freni da 200mm ed oltre hanno una capacità di resistenza e dissipazione di calore molto efficace ed a volte sembrano comunque non bastare, seppur si stancano prima le mani dei freni!
LE BICI (chiamiamole così)

Nello specifico possiamo prendere Fori come esempio, che ha passato la sua giornata in sella alla sua Enduro Specialized, affrontando benissimo le asperità del terreno di Sestola, seppur penso abbia trovato il suo limite nella escursione delle forcelle e dell’ammortizzatore che arrivano da 140mm, quindi con sacrificio negli atteraggi.

Considerando che le sospensioni (almeno coi miei 97/98kg bardature comprese) arrivano a pacco in certi salti penso che 160mm per chi abbia voglia di fare qualche jump penso siano il minimo sindacale, almeno per persone della mia stazza.

Per la cronaca facciamo su e giu tutta la mattina, come in preda ad uno sballo adrenalinico non ci fermiamo fino a pranzo. Alle 3 e mezza eravamo demoliti da “solamente” 11 discese, sudati, doloranti ma contenti ed appagati.

Per rendervi conto della sudata fatta sappiate che dalla mattina ho bevuto 1 litro di Coca Cola, 1 lt. di Powerade, 1,5 lt di acqua senza fare una goccia di piscio fino a sera..

E’ comunque una esperienza che chi è appassionato di discesa dovrebbe provare e che lascia molta esperienza tra le braccia e sotto le ruote.. esperienza che può essere riportata sulle nostre Hard Tail di tutti i giorni.. e chissà che un domani la Sbubbikers non riesca ad avere una Team Gravity tutto suo..

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One Response to “sbubbikers in downhill – un futuro gravity per qualcuno?”

  1. lo Sbubby Gravity Team sta raccogliendo le iscrizioni. Sono pregati di astenersi:
    1- anziani..
    2- fighetti
    3- crosscountristi con tutine fluo

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