[onroad] 15° Gran Fondo Davide Cassani

Salve a tutti da un Manfroni Mirko reduce dalla seconda gara del 2009, la XV^ Gran Fondo Davide Cassani città di Faenza tenutasi il 29/03/09 sotto un’acqua che dio la mandava…
Anche qui i percorsi in programma erano due, quello medio e quello lungo. Naturalmente io che sono proiettato a fare tutti i circuiti corti non potevo smentirmi e anche qui mi sono limitato a quello più corto di cui allego la tabella sotto:

 

 

Anche questo percorso fa parte del Romagna Challenge e di conseguenza il mio pettorale è sempre il n.272. La partenza era alle 09.00 e questo percorso risponde al requisito di scorrevolezza, ottimo come idea anche perché si è ancora agli inizi della stagione.

Purtroppo l’acqua è stata la mia compagna dal primo all’ultimo km del percorso che ha reso questa manifestazione la più brutta gara di tutta la mia vita e in più sono stato convinto da mio suocero e i suoi amici a fare la gara con loro e non del mio passo, aspettando anche l’ultimo per arrivare insieme (errore che non farò mai più nella mia vita).

Da Piazza del popolo (stupenda) si parte in direzione Modigliana. La strada è bellissima, abbastanza larga e senza particolari difficoltà. I 20 km che dividono Faenza da Modigliana sono chiusi traffico in modo da evitare qualsiasi pericolo. Dopo Marzeno (10° km) qualche strappetto costringerà a mettere le mani sul cambio e alzarsi spesso sui pedali.

Dopo Modigliana comincia la prima difficoltà: Monte Chioda. Sono 10 km con un dislivello di 480 metri. Non è durissima come salita ma abbastanza lunga. Dopo un km al 5% una breve discesa ci accompagna al tratto più duro; 1000 metri al 8%. Qui bisogna usare la testa e dare un occhio al cardiofrequenzimetro. Meglio salire con il proprio passo e lasciar andare chi ha qualcosa più, per non accumulare acido lattico e trovarsi poi in difficoltà.

Dopo il tratto duro la strada si addolcisce e le pendenze non oltrepassano mai il 7%. Avendo usato giudizio prima, qui sono andato bello spedito (o come dice il mio meccanico Stefano Serra – bel bel!) a parte qualche tratto dove le pendenze si facevano un po’ sentire, qui ci sono stati i primi tempi morti di attesa di quei componenti del gruppo che erano rimasti indietro, ma ci siamo sfamati al ristoro a base di the caldo e ciambella.

La discesa è molto bella anche se il freddo faceva battere i denti, qualche tornante poi Rocca San Casciano. Butto giù qualcosa per caricarmi un po’, una barretta, un gel e bevo anche un po’ di sali. Neanche il tempo di imboccare la Statale del Muraglione e si torna a salire (km 43):

Monte Busca versante Santa Maria in Castello. Le gambe sono un po’ dure ma avendo  accompagnato i pedali anche in discesa, meno del previsto.

Il Monte Busca è diviso in due tronconi. I primi 5 km sono regolari (6%), poi 2 km pianura e leggera discesa e si riprende a salire per i restanti 5 km. Più o meno come il primo troncone ma in vista della vetta le pendenze diventano più arcigne. Uno strappo di 300 metri al 9% poi ancora qualche centinaia di metri e finalmente sono arrivato.

In pratica misura12 kmcosi suddivisa:5 kmdi salita, 2 di pianura e discesa, altri 5km all’insù.

Questo è stato il momento topico della gara, infatti mentre eravamo tutti abbastanza vicini l’un l’altro, mio suocero Colombo ha forato la bici, io e Maurizio abbiamo chiamato il soccorso che dopo qualche minuto è arrivato e abbiamo aspettato che si aggiustasse la bici, ripartiti però dopo poco Colombo ha forato di nuovo, l’assistenza tecnica era lontana e impegnata con un altro ciclista in panne, allora ho deciso di andare alla ricerca in avanti degli altri componenti del gruppo per dirgli che eravamo in difficoltà. Arrivato in cima alla salita e non avendoli presi ho deciso di aspettare qualcuno per decidere il da farsi, dopo 20 minuti è arrivato Maurizio che mi comunicava che Colombo stava aspettando l’assistenza, poi pian piano sono passati quasi tutti e solo alla fine è arrivato anche Colombo, fischiettando mentre io ero lì al freddo e sotto l’acqua da ormai 35 minuti!! Appena arrivato siamo scesi ma ormai fino a Tredozio ero mollo come una spugna in mezzo al mare e avevo un freddo polare, comunque appena scesi ci siamo nuovamente fermati al ristoro a bere un altro the caldo e mangiare qualcosa. A questo punto mancavano35 km all’arrivo, avevo anche rotto gli occhiali così mi sono messo a tirare come un dannato verso casa e tutti dietro, infatti non riuscivo a stare a ruota perché l’acqua misto sporco mi entrava negli occhi e non vedevo nulla (che sfiga!).

Da Modigliana si ritorna sul percorso fatto in partenza, poi, prima di Marzeno si svolta a sinistra. La prossima conquista è stata la Carla che non è una bella donna ma una brutta salita!

Siamo al km 83. Per fortuna misura solo un km ma è tosto. Sempre intorno al 9% quindi una bella prova a questo punto della gara…

Ho stretto i denti e ho cercato di dare tutto, infatti per me ormai è fatta. Dopo la discesa (1.500 metri), ho dovuto fare attenzione solo al tratto di strada che mi ha portato sulla statale che collega Brisighella a Faenza dove ho trovato 4 km con la sede stradale molto stretta (dal km 85 al km 89) che comincia con una discesa, fatte le 3 curve che mi si sono presentate, sono giunto alla statale con l’arrivo a soli 8 km. Qui ci hanno raggiunto il 2° e il 3° della lunga, mio suocero incurante della fatica che avevo fatto per portarli fin li alla media dei 35 km/h (solo relativa all’ultimo pezzo pianeggiante) si è messo in scia a questi mostri sacri del ciclismo, io non potevo per i motivi sopra descritti e sono rimasto indietro arrivando calmo calmo all’arrivo.

Alla fine sono arrivato 660° su 704 praticamente ultimo, chiuso in 4h21m al 95% sempre sotto l’acqua, alla media dei22,26 km/h, e la cosa importante è che ho imparato a mie spese che d’ora in avanti durante le gare non mi farò più convincere ad aspettare gli ultimi, ognuno per se o al massimo in pochi…

Alla prossima.

Mirko.

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