Eremo Camaldoli – Passo della Calla – Eremo Camaldoli

Una bellissima escursione sull’itinerario MTB N.8del Parco delle foreste Casentinesi

               Ecco la mappa del percorso , effettuato in senso orario

                E questo è il profilo altimetrico del percorso

Visto che si prospettava una delle giornate più calde dell’anno , io e Valter abbiamo deciso di cercare un po’ di refrigerio nelle foreste nei pressi dell’eremo dei monaci di Camaldoli, seguendo il percorso dell’itinerario MTB N.8 del Parco delle Foreste Casentinesi.   Parcheggiata l’auto nel piazzale antistante l’eremo (1103 mt slm) e riempite le borracce con la meravigliosa acqua che sgorga dalle due fontane poste a lato dell’ingresso all’eremo , ci siamo diretti in asfalto verso ovest , girando poi a destra al primo bivio seguendo le indicazioni per Lonnano.   Da qui abbiamo percorso circa 3 km di salita su una strada asfaltata totalmente priva di traffico , immersi nel verde e nei profumi degli abeti.   Giunti in località Battilocchio (1215 mt slm) abbiamo abbandonato l’asfalto girando a destra in un ampia strada forestale , seguendo l’indicazione per il Giogo Secchieta.   Dopo circa mezzo km di salita il sentiero scende verso il Fosso di Pian del Varco , con i lati del percorso decorati da decine e decine di tronchi tagliati ed accatastati.   Giunti in località Capanna Maremmana (1149 mt slm) il percorso si impenna in una salita abbastanza impegnativa fino a portarci a scollinare su un poggio (1303 mt slm) in cima al quale troviamo un bivio.   Da qui tenendo la sinistra scendiamo in discesa all’ombra della foresta , sul totale del percorso le zone assolate corrispondono a poche centinaia di metri , rendendo questa escursione ideale anche in piena estate .   Proseguendo la discesa si arriva all’Aia di Dorino (1214 mt slm) , crocevia di sentieri dove giriamo decisamente sulla destra , con il percorso che scende con numerosi zig zag nella faggeta.   Dopo una breve salita il percorso arriva a scendere fino al greto del torrente Fossatone ( 1154 mt slm) , il ponte una volta presente è stato distrutto da una piena molti anni fa , ma non si presentano grossi problemi di attraversamento , visto che in questo periodo è totalmente in secca .   Guadato il fosso si prosegue in un continuo saliscendi con il bosco misto a prevalenza di faggio , alternato a tratti di conifere .   Si arriva così ad un tratto franoso , ben segnalato dai cartelli , nel quale seppur per pochi metri si scende di sella onde evitare guai !!!!     Oltrepassato il tratto pericoloso , giungiamo così ad inserirci sulla strada statale che porta al Passo della Calla, nella quale giriamo a destra in salita , facendo attenzione al traffico (prevalentemente motociclistico) abbastanza intenso.     Oltrepassata la località Aia delle Guardie , dove troviamo numerosi turisti con i piedi sotto ai tavoli all’ombra del bosco intenti a sbaghinare , proseguiamo in asfalto fino ad arrivare alla fontana di Fonte Calcedonia (1252 mt slm) , dove riempiamo le borracce con un acqua fredda e tagliente forse ancor migliore di quella dell’eremo. Subito a sinistra della fontana si stacca una sterrata in decisa salita che tagliando il percorso tortuoso della strada statale , ci porterà fino al Passo della Calla (1295 mt slm).   Giunti al passo ed essendo circa a metà percorso con il mezzodì vicino , decidiamo di imitare i turisti visti in precedenza , spazzolando dei meravigliosi panini al prosciutto fatti all’alimentari di Badia Prataglia.   La soddisfazione del budellone riempito è ben presente nei volti dei nostri due prodi , immortalati davanti al rifugio del Passo della Calla , grazie alla collaborazione di una gentile turista . Sul lato sinistro del rifugio è possibile riempire le borracce ad una fontana , anche se è palese la provenienza da acquedotto e non da fonte …. (ci eravamo abituati troppo bene , ma mei ad gnint !!)     Attraversata la strada asfaltata al Passo si prende il viottolo forestale che dopo pochi metri ci regala uno strappone spezzagambeper poi correre sulla cresta dello spartiacque tra Toscana e Romagna con un susseguirsi di corte discese e lunghe salite   Si arriva così a raggiungere Poggio Pian Tombesi (1465 mt slm) nel quale la pista addolcisce la sua pendenza e separa le due Riserve Naturali Integrali del parco , la Riserva di Sasso Fratino sul versante Romagnolo e la Riserva Della Pietra sul versante Toscano   Gli altissimi alberi regalano una scenografia di rara bellezza rendendo il sentiero bellissimo da vedere e da percorrere   Nonostante le ripide salite il fondo regolare rende possibile percorrere in sella quasi tutto il sentiero , tranne qualche piccolo tratto con escrescenze rocciose che non consentono un grip adeguato   Poi improvvisamente la vegetazione si apre in un piccolo varco sulla sinistra permettendo di affacciarsi sulla sottostante foresta di Sasso Fratino , con sullo sfondo un ramo del Lago di Ridracoli e la omonima diga.   E qui i nostri due eroi in posa sul limitare dello strapiombo Arrivati alla vetta di Poggio Scali (1520 mt slm) , termina finalmente la lunga ascesa e si prosegue scendendo in uno splendido sentiero tra gli alberi verso il Passo Porcareccio (1453 mt slm) e poi verso il Giogo Seccheta (1383 mt slm)   Qui troviamo uno dei pochi tratti esposti al sole di tutto il percorso , oltrepassato il quale all’inizio di Prato Bertone (1342 mt slm) , troviamo la deviazione sulla destra che ci porterà alla discesa finale verso l’eremo La discesa nel primo tratto è molto scorrevole e divertente , un toboga gustosissimo ricco di curve e contropendenze

Poi man mano che ci si avvicina all’eremo il fondo diventa più irregolare e roccioso  , fino a costringerci , non prima di un mio piccolo ruzzolone praticamente da fermo , a scendere di sella e percorrere qualche metro della discesa a piedi   Siamo giunti così al punto di partenza e vista la particolarità del luogo è d’obbligo effettuare una visita all’interno dell’eremo   E’ possibile entrare nell’eremo ad orari fissi , con visita guidata di circa mezz’ora , nella quale la guida ci informa della storia del luogo e delle particolarità della vita dell’eremo   Qui si vede la recinzione oltre la quale sono poste le cellette abitate dai monaci eremiti   Questa la vista dal giardino della celletta di San Romualdo , fondatore dell’Eremo di Camaldoli , unica celletta visitabile essendo separata dalle altre ed inglobata nel corpo esterno della costruzione   Questa invece è la chiesa dell’eremo ricca di affreschi e dipinti e contenente nella cappella di S.Antonio un bellissimo altorilievo in ceramica di Andrea Della Robbia   Il nostro tour è terminato , ci vediamo alla prossima ….   Bikers : Valter e Davide Data escursione : 21 Agosto 2012 a special thank to : “In bici nel parco” – Itinerari mtb nel Parco delle Foreste Casentinesi

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